Salento, si investe sul mattone

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Salento, si investe sul mattone

Di seguito, ti proponiamo un interessante articolo redatto da Paola Colaci per il Quotidianodipuglia.it, che analizza come l’investimento sul mattone nel Salento sia aumentato e che più del 39% è di seconde case.

Salentini, popolo di locatori. In provincia di Lecce a fronte di 532.815 abitazioni censite negli archivi catastali, quasi il 40% degli immobili non risulta occupato dai proprietari. A conti fatti dunque, più di 207mila abitazioni sono costituite da seconde case da affittare per lunghi periodi – nei Comuni a scarsa vocazione turistica – o solo per pochi mesi all’anno (e spesso a prezzi ben al di sopra delle medie di mercato) nelle marine e nei borghi.

A scattare l’istantanea del mercato delle compravendite immobiliari in Puglia e nel Salento nel corso dell’ultimo anno è l’Istat attraverso il censimento della popolazione e delle abitazioni. Un’analisi dalla quale emerge con chiarezza come nonostante il contesto di inflazione, muti e tassi in crescita, quello del mattone resti un settore ancora stabile, seppur con percentuali di crescita più limitate e molto differenziato da città a città.

 

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I dati

A partire da Lecce città dove, a fronte di una media provinciale di seconde case pari al 38,86% degli immobili, la percentuale di abitazioni non occupate dai proprietari è pari al 23,66%. Nel dettaglio, a fronte di 57.234 immobili a uso famigliare censiti nel capoluogo, 43.693 sono occupati dai legittimi proprietari. Altre 13.541 abitazioni, invece, con buona probabilità ogni anno finiscono sul mercato, affittate a studenti, lavoratori o turisti. Ma il boom delle seconde abitazioni – c’era da aspettarselo – si registra in riva al mare e nelle principali località turistiche. E in questo senso a guidare la testa della classifica provinciale è senza dubbio Porto Cesareo.

Un grande villaggio turistico più che una cittadina in riva allo Ionio a guardare i numeri dell’Istat: a fronte 14.103 case censite sul territorio cesario, secondo l’Istat lo scorso anno solo 2.900 erano abitate dai legittimi proprietari. Il resto (quasi 11.200 immobili) sono rimaste vuote per buona parte della stagione invernale e riaperte in primavera per essere affittate ai turisti.

Il trend

Stesso trend anche a Salve, nel Sud Salento. Nel Comune che conta appena 4.600 abitanti le abitazioni vissute tutto l’anno dai residenti non superano quota 2.200. Anche in questo caso, tuttavia, è sul fronte delle seconde case che si registra un vero e proprio boom: 5.531 immobili non occupati dai proprietari e un business di seconde case che in termini percentuali supera il 71%. Stessa media anche in riva all’Adriatico, dalle parti di Melendugno. Nella marina tra le più gettonate del Salento si contano in tutto 15.125 immobili a uso domestico dei quali il 70% (10.654 unità) risulta non occupato dai proprietari. Anche in questo caso, dunque, è presumibile che si tratti di case acquistate a scopo di investimento e poi affittate durante i mesi estivi.

Trend che si conferma, seppure in percentuale minore, a Gallipoli e nelle marine di Nardò dove secondo l’Istat la percentuale di seconde case destinate agli affitti stagionali si attesta rispettivamente al 46,3% e al 48,65%. Abitudine a investire sul mattone confermata non solo al mare ma anche nell’entroterra. E una percentuale di abitazioni non occupate dai proprietari significativa anche in piccole realtà e in borghi che – almeno sulla carta – non sembrerebbero essere in cima alle scelte dei turisti. Eppure i numeri raccontano altro. Un caso per tutti? Quello di Matino dove negli elenchi del catasto sono registrate 7.697 abitazioni. Eppure più del 41% degli immobili risulta non occupato dai legittimi proprietari. Segno tangibile che investire sul comparto immobiliare per i salentini sembra essere ancora la scelta migliore.

 

 

FONTE: quotidianodipuglia.it

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