Clausola di salvaguardia: perchè è così importante?

 

Clausola di salvaguardia: in cosa consiste?

Che la si chiami clausola Covid o di salvaguardia o di forza maggiore poco importa, quel che conta è inserirla all’interno del contratto di locazione prima che esso venga redatto. Ma in cosa consiste esattamente? E in caso di contratti già in essere, che cosa si può fare? Per capire meglio in che modo conduttore e locatore possono tutelarsi, in particolar modo in questo difficile momento storico caratterizzato dall’emergenza coronavirus, idealista/news ha chiesto alcuni chiarimenti all’avvocato Ferdinando Mauro, dello “Studio legale Mauro”.

 

L’emergenza coronavirus è tornata a farsi sentire con forza. Se in questo periodo si decide di affittare un immobile, locatore e conduttore cosa devono fare?

“Innanzitutto, bisogna distinguere tra una persona fisica che vuole locare un appartamento a uso abitativo e un imprenditore che vuole avviare un’attività commerciale”.

 

Partiamo dall’abitativo. Come procedere in questo caso?

“In ambito abitativo, oggi il conduttore, che eventualmente svolge un’attività che viene chiusa o che subisce le conseguenze di un Dpcm come quello in corso, può pretendere di inserire una specifica clausola nel contratto di locazione. Con tale clausola si può pretendere che, qualora intervenga un Dpcm che genera un’interruzione dell’attività lavorativa, si proceda a una rinegoziazione del contratto oppure a una sospensione o a una riduzione del canone”.

 

Questo come si può fare?

“La specifica clausola deve essere inserita prima di stipulare il contratto di locazione. E’ necessario esaminare la situazione concreta. Per poter pretendere una cosa del genere, il conduttore deve far presente che la propria attività lavorativa potrebbe essere a rischio in caso di una chiusura. Sulla base di questo presupposto, prima di redigere il contratto, può pretendere l’inserimento di una clausola”.

 

In caso di contratto in corso, cosa accade?

“Tutti i contratti in corso, ovviamente parlo dei contratti stipulati antecedentemente il mese di marzo 2020, purtroppo sono pregiudicati. Questo perché non c’è una storia pregressa di una situazione come quella che stiamo vivendo. I vecchi contratti raramente recano una clausola di salvaguardia, una clausola che presuppone un’eventuale impossibilità sopravvenuta ad esercitare un’attività. In sostanza, le cosiddette clausole di forza maggiore.

Prima di questa pandemia, tali clausole non erano comuni. Di conseguenza, non c’è una vera e propria tutela per i contratti stipulati ante-Covid. In questi casi, le parti si possono incontrare e procedere con una mediazione, che porta ovviamente a un vantaggio reciproco. Per i vecchi contratti, dunque, l’unica possibilità è quella di trovare un accordo con il proprietario e cercare di superare questo periodo. Per i nuovi contratti, invece, è possibile introdurre una specifica clausola”.

 

Per il commerciale, invece, che succede?

“Bisogna innanzitutto ricordare che i contratti commerciali hanno una durata superiore rispetto ai contratti abitativi, sono minimo 6+6. Ci sono inoltre interessi economici ben più elevati. Per i contratti di locazione commerciale è necessario quindi prevedere una clausola ad hoc, che però deve essere modulata in base al caso concreto, quindi in base all’attività e alle ipotetiche ripercussioni che possono scaturire da un’eventuale chiusura.

 

Ad oggi, per locatore e conduttore, sia per l’affitto abitativo che per quello commerciale, inserire una clausola di questo tipo nei contratti di locazione è fondamentale?

“Assolutamente. Inserire una clausola di questo tipo all’interno del contratto di locazione è fondamentale, altrimenti - in particolare nel commerciale - non si locano più immobili ed è ovviamente interesse dei proprietari far sì che l’immobile venga preso in locazione. Ecco perché attualmente queste clausole sono molto utilizzate.

Una clausola di salvaguardia è indispensabile, perché dopo quello che è accaduto nessuno si fida più. Purtroppo, la pandemia ha creato un precedente che nessuno dimenticherà”.

Fonte: Idealista.it