Patrimonio immobiliare famiglie italiane, i dati dell’Istat

Poco più del 70% delle famiglie residenti vive in una casa di proprietà

Nel corso dell'audizione dinanzi alla Commissione Finanze della Camera sulla proposta di legge sulla nuova Imu 2019, l'Istat ha descritto la situazione delle famiglie, delle abitazioni e del patrimonio immobiliare.

Nel dettaglio, l'Istituto nazionale di statistica ha evidenziato che nel 2018 poco più del 70% delle famiglie residenti (quasi 19 milioni di famiglie) vive in una casa di proprietà, mentre poco meno del 20% vive in abitazioni in affitto o sub-affitto. Il restante 10% circa vive in abitazioni per le quali risulta avere un titolo di usufrutto o altro titolo.

Questa composizione mostra una qualche variabilità territoriale. Il titolo di proprietà dell'abitazione è più diffuso nelle Isole (il 75% delle famiglie risulta proprietario), mentre l'usufrutto è più diffuso nel Sud (13,2). Nelle ripartizioni del Nord si registrano invece incidenze più basse del titolo di usufrutto in favore di una maggiore diffusione delle famiglie in affitto.

L'affitto è relativamente più comune tra le famiglie residenti nel centro delle aree metropolitane (27,7%). Nei comuni cintura delle aree metropolitane o comunque con più di 50mila abitanti la quota di famiglie che vivono in case di proprietà rientra nella media (70% circa), mentre nei restanti comuni più piccoli la proprietà immobiliare supera la media arrivando a interessare quasi il 75% delle famiglie.

Paga un mutuo il 19,2% delle famiglie che vivono in abitazioni di proprietà (circa 3,6 milioni): la quota è maggiore nel Nord (24,9% nel Nord-ovest e 22,3% nel Nord-est) e nel Centro (20,7%) rispetto a Sud (10,8%) e Isole (11,6%). Dal punto di vista economico e contabile, per le famiglie che lo sostengono rappresenta un esborso consistente e pari, in media, a 565 euro mensili.

La spesa media per le famiglie che pagano un affitto è di 399 euro mensili a livello nazionale, più alta nel Centro (461 euro) e nel Nord (420 euro nel Nord-ovest e 425 euro nel Nord-est) rispetto al Sud (316 euro) e Isole (309 euro). Nei comuni centro di area metropolitana si paga mediamente un affitto pari a 487 euro mensili, 83 euro in più della media dei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti, e 142 euro in più dei comuni fino a 50mila abitanti che non fanno parte della periferia delle aree metropolitane.

 

La povertà e il titolo di godimento dell'abitazione

Il titolo di godimento dell'abitazione è strettamente associato ai livelli di povertà. La situazione risulta particolarmente critica per chi vive in affitto.

Nel 2018, le circa 850mila famiglie povere in affitto rappresentano quasi la metà (46,6%) di tutte le famiglie povere, a fronte di una quota di famiglie in affitto del 18,7% sul totale delle famiglie residenti. Le famiglie affittuarie del Mezzogiorno sono in povertà assoluta nel 22,3% dei casi a fronte del 15,9% del Nord e del 14,9% del Centro.

L'affitto medio per le famiglie in povertà assoluta è pari a 307 euro mensili, oltre 100 euro meno dei 418 euro pagati dalle famiglie non in condizione di povertà.


La ricchezza immobiliare delle famiglie

Nel 2017, le Famiglie consumatrici risultano proprietarie dell'81% del valore del patrimonio residenziale: si tratta di unità residenziali utilizzate come abitazione principale o comunque a disposizione delle famiglie come seconde case (soprattutto case per vacanza). Il restante 11% dell'intera quota di famiglie e ISP è costituito da unità detenute prevalentemente a scopo di investimento e di attività di locazione che, coerentemente con i criteri di classificazione adottati nei conti nazionali, sono classificate come proprietà delle Famiglie produttrici. Le Società non finanziarie sono proprietarie di poco più del 6% del valore totale delle abitazioni mentre le Amministrazioni pubbliche ne detengono meno del 2%. La quota di abitazioni posseduta dalle Società finanziarie resta al di sotto dell'1%, nonostante il ruolo dei fondi immobiliari.

Il patrimonio immobiliare costituisce una parte molto rilevante della ricchezza delle famiglie italiane. Il valore dell'insieme delle abitazioni costituiva nel 2017 circa la metà (precisamente il 49,2%) dell'insieme della ricchezza totale di questo settore istituzionale. Quote decisamente più contenute riguardano gli immobili non residenziali (quasi il 7% nel 2017) e le altre attività non finanziarie (essenzialmente asset produttivi) che pesano per circa il 3%. La restante parte della ricchezza delle famiglie è costituita dalla componente finanziaria la quale include: il risparmio gestito (quote di fondi comuni, riserve tecniche assicurative e fondi pensione) con un'incidenza del 14% della ricchezza lorda, i depositi (13%) e le azioni e partecipazioni (10%).

Fonte: Idealista.it