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Uggiano la Chiesa è un comune italiano di 4 390 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento orientale, nell'entroterra idruntino, comprende la frazione di Casamassella. Il comune aderisce alle Associazioni nazionali città del pane e dell'olio e al Coordinamento nazionale Enti locali per la Pace e per i diritti umani.

 

Notizie e informazioni storiche Uggiano la Chiesa

Notizie e informazioni storiche Uggiano La Chiesa

Le origini di Uggiano la Chiesa non sono certe. Gli insediamenti umani comparvero già nella preistoria, come confermato dalla presenza di monumenti megalitici, quali dolmen e menhir, sparsi nel territorio circostante. La sua esistenza è segnalata nel periodo della colonizzazione greca e in epoca successiva il luogo fu frequentato dai monaci basiliani che realizzarono alcuni insediamenti rupestri, come ad esempio la chiesa cripta di San Solomo.

Qualche studioso ipotizza che la formazione di un abitato propriamente detto sia da ricondurre ai profughi della vicina città messapica di Vaste, distrutta nel 1147 da Guglielmo il Malo. Il primo nucleo sorse intorno ad una torre di avvistamento realizzata a protezione della città di Otranto nella direttrice sud, verso il Capo di Leuca. Nei documenti più antichi, tra il 1200 ed il 1300, si trova menzionato come "Ojano" o "Osciano". In epoca moderna si trova prevalentemente menzionato come "Uggiano della Chiesa" ("Uggiano Ecclesiae") e qualche volta, a causa della equivalenza grafica della U alla V nella lingua latina, e specificamente in atti di formazione non locale, come "Viggiano della Chiesa". L'ipotesi più accreditata è che il nome derivi dal toponimo di derivazione latina "Vigilarum", col significato di "luogo di vedetta e di controllo". Il casale nel giugno del 1219 fu donato dall'imperatore Federico II all'arcivescovo idruntino Tancredi degli Annibaldi, e la Chiesa Episcopale di Otranto ne tenne il possesso ininterrottamente fino al 1806, anno di soppressione del regime feudale. L'arcivescovo ottenne così il titolo di "Baron Oggiani"

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria Maddalena

La chiesa madre di Santa Maria Maddalena risale alla seconda metà del XVIII secolo. Possiede un impianto basilicale a tre navate, a croce latina, con tamburo e cupola. La facciata, terminata nel 1775, è divisa in due ordini ed è coronata da un fastigio mistilineo. Nell'ordine inferiore, tripartito da lesene con capitelli riccamente decorati a foglie e festoni, si aprono tre portali d'ingresso. Un'aggettante trabeazione sottolinea la partitura tra ordine inferiore e superiore. Sulle volute laterali dell'ordine superiore sono posizionate le statue di san Pietro e san Paolo, mentre sul portale centrale campeggia la statua di santa Maria Maddalena. L'interno, decorato a stucco con motivi di gusto rococò, ospita pregevoli altari sormontati da tele, molte delle quali attribuite al pittore leccese Oronzo Tiso[5].

Cripta di Sant'Elena

La cripta di sant'Elena, nota fino a tutto l'800 come san Solomo o Silomo, deve il suo nome recente ad una probabile deformazione del termine greco "Eleusa", appellativo della Vergine, raffigurata in un affresco. Di origine bizantina, risale all'XI-XII secolo quando il Salento era uno dei possedimenti bizantini in cui i monaci basiliani esercitarono intensamente la loro attività divenendo una potenza economica e culturale in Terra d'Otranto. Possiede una pianta a tre navate, tripartita da 12 pilastri a sezione trapezoidale che scandiscono lo spazio interno. Alla chiesa si accede con un ingresso posto lateralmente; le pareti sono movimentate da nicchie e sono scandite da numerose piccole cavità per l'illuminazione con lucerne. Rimangono alcune tracce di affreschi che un tempo ricoprivano l'intera superficie.

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