Salva Casa, le linee guida pubblicate dal Mit

Salva Casa, le linee guida pubblicate dal Mit

L’articolo, redatto da Stefania Giudice per Idealista.it, illustra le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’attuazione del decreto-legge “Salva Casa” (DL 29/05/2024, n. 69). Il documento si focalizza su quattro aree principali: legittimazione degli immobili, mutamento della destinazione d’uso, regolarizzazione delle difformità edilizie e adeguamento degli standard edilizi, con l’obiettivo di supportare gli operatori del settore.
Il documento fornisce linee di indirizzo e criteri interpretativi per supportare nell’attuazione delle disposizioni contenute nel decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2024, n. 105

Dopo la presentazione avvenuta nel corso della riunione del Tavolo sulla Casa, il Mit ha pubblicato le linee guida sull’attuazione del Salva Casa. Considerando le quattro macro-aree di intervento sulle quali convergono le novità del provvedimento, il documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – in risposta alle sollecitazioni pervenute al Ministero stesso dalle competenti amministrazioni e dagli operatori di settore – ha come obiettivo quello di fornire linee di indirizzo e criteri interpretativi per dare un supporto nell’attuazione sull’intero territorio nazionale delle disposizioni contenute proprio nel decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2024, n. 105.

Salva Casa, le linee guida

Il documento si intitola “Linee di indirizzo e criteri interpretativi sull’attuazione del decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2024, n. 105 (DL Salva Casa)” e si concentra sulle seguenti quattro macro-aree di intervento:

1. ridefinizione dei titoli che consentono di comprovare lo stato legittimo degli immobili (articolo 9-bis del Testo unico);

2. nuova disciplina relativa ai mutamenti di destinazione d’uso (articolo 10, comma 2, e 23-ter del Testo unico);

3. regime delle tolleranze e semplificazione delle procedure finalizzate a sanare o regolarizzare situazioni di difformità:

  • tolleranze costruttive ed esecutive (articolo 34-bis del Testo unico);
  • casi particolari di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo (nuovo articolo 34-ter del Testo unico);
  • ridefinizione della cd. doppia conformità, limitatamente alle parziali difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 34, alle ipotesi di assenza o difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 37, nonché alle variazioni essenziali (nuovo articolo 36-bis del Testo unico);

4. adeguamento degli standard edilizi alle trasformazioni del contesto sociale ed urbano:

  • recupero dei sottotetti (articolo 2-bis del Testo unico);
  • edilizia libera (articolo 6 del Testo unico);
  • certificato di agibilità (articolo 24 del Testo unico).

Partendo da questi presupposti, il documento si articola in quattro sezioni:

  1. una prima sezione dedicata alle questioni afferenti allo stato legittimo degli immobili;
  2. una seconda sezione dedicata alle modifiche in tema di mutamento della destinazione d’uso;
  3. una terza sezione dedicata alle nuove procedure di regolarizzazione delle difformità edilizie;
  4. una quarta sezione dedicata alle disposizioni afferenti all’adeguamento degli standard edilizi.

In relazione alle predette quattro aree di intervento, il documento riporta:

– le informazioni di inquadramento delle disposizioni del Testo unico, così come novellate dal DL Salva Casa, organizzate per sotto-paragrafi tematici;

– un riquadro grigio, nel quale viene riportato il testo della disposizione del Testo unico oggetto di trattazione;

– appositi riquadri, contenenti indicazioni operative e chiarimenti interpretativi, in forma di domanda e risposta, distinti per colore sulla base delle predette quattro aree di intervento, secondo la seguente legenda:

  • stato legittimo degli immobili;
  • modifiche in tema di mutamento della destinazione d’uso;
  • nuove procedure di regolarizzazione delle difformità edilizie;
  • disposizioni afferenti all’adeguamento degli standard edilizi.

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    FONTE:idealista.it

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